Gran Chalet Soreghes

La posizione eccezionale del Gran Chalet Soreghes si completa alla perfezione con l’incredibile vista panoramica sulle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Qui sportivi e amanti della natura trovano ciò che cercano. Lasciatevi conquistare dal fascino delle Dolomiti. Una vacanza al Gran Chalet Soreghes è un’esperienza davvero speciale.

Ultime Recensioni

A pochi passi da:

  • funivia Col Rodella, partenza del Sellaronda Superski a 100 metri dall’albergo
  • parete di arrampicata dove vengono ospitate parecchie competizioni anche di carattere internazionale
  • circuito di fondo dove ogni anno si tiene la Marcialonga
  • campo prova golf
  • maneggio per escursioni a cavallo
  • partenza e atterraggio parapendii
  • pista ciclabile delle Dolomiti che si estende per oltre 48 km

Enrosadira, uno spettacolo in prima fila

La leggenda che terge di rosso le nostre dolomiti.
Ogni giorno, al sorgere e al calar del sole le bellissime montagne che ci contornano si tingono di rosso.
Questo fenomeno, dovuto alla particolare composizione della roccia dolomia, ha ispirato molte leggende, la più importante delle quali è la leggenda di Re Laurino.
Re Laurino, un grande re dei nani, viveva alle pendici di un gruppo di montagne bellissime, dove curava con amore e dedizione il suo giardino delle rose.
Re Laurino possedeva altresì due oggetti magici: una cintura che gli dava la forza di 12 uomini e un mantello che lo rendeva invisibile.
Un giorno il Re dell’Alto Adige decise di organizzare un torneo tra tutti i nobili delle montagne per decidere chi fosse degno di sposare sua figlia. Vennero invitati tutti tranne Laurino, che offeso per non essere stato invitato, decise di partecipare comunque al torneo sfruttando l’invisibilità data dal suo mantello magico. Non appena vide la principessa Similde se ne innamorò e decise di rapirla. Provò a combattere contro gli altri cavalieri indossando la propria cintura, ma quando capì che i nemici avrebbero potuto batterlo decise di sfruttare l’invisibilità data dal mantello e scappò nel suo giardino delle rose.
Questa mossa rivelò essere fatale, in quanto i movimenti di Re Laurino erano visibili a causa del fruscio causato tra i fiori.
I cavalieri lo catturarono così senza difficoltà, e Re Laurino, deluso dal giardino di rose che tanto aveva amato e che lo aveva tradito lanciò una maledizione giurando che nessun uomo avrebbe mai più potuto ammirarne la sua bellezza, né di giorno né di notte.
Nell’ira, pietrificando il giardino, dimenticò di includere l’alba e il tramonto. Così da quel giorno il giardino delle rose di Re Laurino riappare colorando le montagne di rosso al principio e alla fine di ogni giornata.

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